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PocoPhone F1 – BestBuy 2018?

Xiaomi ha presentato nel nostro mercato già da qualche mese il PocoPhone F1, uno smartphone che al primo sguardo sembra uno dei soliti dispositivi della casa cinese, ma che, al suo interno, nasconde molto altro.

A primo impatto questo smartphone sembra uno dei tanti cloni di iPhone X, con un display allungato e con l’iconica tacca superiore. Non manca la doppia camera sul retro, anche se posta in maniera diversa rispetto allo smartphone di Cupertino.

Quindi é il solito medio di gamma di Xiaomi? Non esattamente, il PocoPhone F1 presenta un processore di tutto rispetto, lo Snapdragon 845 di Qualcomm, 6 GB di RAM e 64 GB di memoria interna, presenta anche uno slot dual Sim, con la possibilità di rinunciare ad una, in favore dell’espansione di memoria.

Sembrerebbe allora un dispositivo top di gamma, ed invece no. Il display é un classico IPS da medio di gamma Xiaomi, come ad esempio lo Xiaomi Mi A1, inoltre é presente la polarizzazione verticale, quindi con alcuni occhiali da sole non sarà possibile vedere lo smartphone in quella posizione.

La batteria é uno dei suoi punti forti, ha 4000 mAh, e in uso intenso mi ha permesso di fare fino a due giornate di utilizzo, inoltre, il raffreddamento a liquido presente al suo interno, evita di farlo surriscaldare, sia durante un uso intenso che in sessioni prolungate di gioco. La ricarica avviene tramite la porta USB-C, con la possibilità di usare la ricarica rapida, manca però la ricarica Wireless.

La fotocamera permette di fare foto in modalità ritratto sia con la fotocamera anteriore che con quella posteriore, anche se nel reparto anteriore é dotata di una sola fotocamera, tuttavia può essere migliorata ulteriormente installando la GCAM di Google, grazie alla sua intelligenza artificiale, analogamente a come accade sui Pixel della stessa Google. In generale permette di eseguire buone foto, mentre per il comparto video manca la stabilizzazione ottica.

Anche il comparto audio non é qualcosa di eccellente, ma non é neanche da buttar via, possiede ancora il jack audio, l’uscita audio é stereo, anche se leggermente sbilanciata verso destra, e possiede anche la Radio FM, che in molti dispositivi é ormai scomparsa.

Per quanto riguarda il software, il PocoPhone F1 fu presentato senza la MIUI 10 e con ancora Android Oreo, quando molti stavano già rilasciando gli update per Android Pie. Tuttavia in poco tempo, arrivarono, prima in beta, poi in versione definitiva gli aggiornamenti con la MIUI 10 e Android Pie, ed é sopratutto la MIUI 10 che ottimizza ulteriormente lo smartphone, come se non bastasse gli aggiornamenti sono frequenti, sia per l’introduzione di novità che per le patch di sicurezza.

A molti ha ricordato il primo OnePlus, per via del suo prezzo aggressivo e per via del supporto al modding, difatti sono state sin da subito disponibili diverse ROM da poter installare, più del solito rispetto ai vari dispositivi Xiaomi. Sono anche disponibili alcuni software per “aiutare” questa esperienza come MiFlash Unlock per poter sbloccare il bootloader e Mi per poter ripristinare il dispositivi in caso di problemi software.

Ma quali sono i punti di forza di questo dispositivo? Innanzitutto l’hardware da top di gamma insieme ad un ottima batteria, ma e una comunity molto attiva per quanto riguarda l’ambiente modding, sono molte infatti le ROM sviluppate per questo smartphone, come la Pixel Experience o la LineageOS, basterà solamente sbloccare il bootloader ed installare una recovery modificata. Inoltre il prezzo non é da sottovalutare, 329 euro per la versione da 6/64 e 399 per la versione 6/128, c’é anche da considerare che molto spesso si trovano codici coupon oppure delle offerte, sopratutto su Amazon o siti di importazione. Il Pocophone F1 é disponibile su Amazon a questo link.

In conclusione, il Pocophone F1 é probabilmente il bestbuy del 2018 sia per il suo prezzo aggressivo che per l’hardware che offre, tuttavia sarebbe un errore pensare che sia un top di gamma, poiché offre molti compromessi, uno fra tutti la polarizzazione verticale, ma potrebbe essere pensato come un medio di gamma con qualcosa in più.

Studente di Informatica e Tecnologie per la Produzione del Software presso l’università di Bari ed appassionato di tecnologia, "forzato" ad apprendere l'uso della tecnologia ed affascinato da essa, in particolare dal mondo Apple e dal suo ecosistema

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