OnePlus 5T – dopo un anno e mezzo [AGGIORNATO]

OnePlus è una startup che si è fatta strada già da qualche anno nel mondo degli smartphone, partendo da OnePlus One fino ad arrivare al OnePlus 6T presentato a novembre 2018.

La strategia di OnePlus è diversa dalle classiche, presenta due smartphone all’anno ad un prezzo molto competitivo fra i top di gamma, anche se mantiene a listino solo uno smartphone per volta.

Io possiedo un OnePlus 5T, presentato a novembre 2017. Lo smartphone possiede l’ hardware da top di gamma di quell’anno, ovvero uno Snapdragon 835, memoria da 128 GB, RAM da 8 GB, display AMOLED da 6 pollici con cornici ridotte, dual camera da 16 + 20 Mpx e USB-C come porta di alimentazione.

Alla prima configurazione sul dispositivo era presente Android 7 Nougat personalizzato con la OxygenOS, anche se, come personalizzazione di Android, ricorda molto Android Stock.

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In un primo momento avevo storto leggermente il naso, mancava la ricarica wireless, la certificazione per l’impermeabilità e Android era ancora con Nougat, mentre molti produttori stavano già rilasciando Android 8 Oreo, tuttavia l’aggiornamento non tardò ad arrivare entro la fine dell’anno.

Ho sorvolato su queste mancanze, in fin dei conti non sono mancanze così gravi, anzi erano solamente delle chicche. Da quel momento è stato amore a prima vista, un dispositivo scattante, senza inpuntamenti, con un ottima durata di batteria e un ottima fotocamera. Essendo un utente smanettone ho subito flashato la TWRP come recovery e ho provato la Pixel Experience su di esso, ma devo ammettere che, pur amando l’esperienza Google Stock, ho preferito la rom stock di OnePlus, trovandola molto più completa e stabile.
E se qualcosa fosse andato male? Nessun problema, OnePlus riconosce questi “problemi” in garanzia, a patto che il dispositivo sia stato acquistato dal proprio store. Inoltre offre uno sconto del 10% a tutti gli studenti universitari, dal momento che cercano sempre un dispositivo del genere e sono fra gli utenti più attivi nell’ambito modding.

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La ricarica rapida è qualcosa di fantastico, ha caricato dallo 0% al 100% in appena un ora, senza dovermi far stare con l’ansia di aver la batteria scarica. Insomma, il reparto batteria è stato promosso a pieni voti.

Il display è un AMOLED, che in combinazione con la modalità scura della OxygenOS consente di risparmiare ulteriormente la batteria, oltre a dare una personalizzazione migliore sia per lo sfondo, sia per le scritte generali della rom. Inoltre la mancanza del notch fa si che si possa godere un esperienza video ludica ancora più profonda, senza dover rinunciare a “pezzi” di schermo.

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Le fotocamere permettono di fare ottime foto e di poter usare la modalità ritratto sia posteriormente, sia anteriormente, anche se qui interviene molto il software. Per quanto riguarda i video è possibile fare riprese fino a 4k a 30 fps. Se volete vedere alcune foto scattate con questo smartphone basta andare sul profilo Instagram di MyTechSide, che potete trovare qui.

Il OnePlus 5T possiede sia lo sblocco facciale che lo sblocco tramite impronta digitale, tramite il sensore di impronte posto sul retro. Il  primo è molto affidabile, anche se fa molta fatica quando c’è poca luce, tuttavia non è neanche paragonabile a quello di iPhone X, visto che questo è uno sblocco facciale 3D. Il sensore di impronte è ottimo, funziona circa 9 volte su 10, ed è possibile fare alcune gesture, come quelle per abbassare il centro notifiche.

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La OxygenOS o si ama o si odia, come tutte le varie personalizzazioni di Android, nel mio caso la amo. OnePlus ha fatto si che i suoi smartphone siano perfetti per coloro che vogliono smanettarci, vista anche la community che si è creata.
Io, da buon smanettone quale sono, mi aspetto che OnePlus rilasci aggiornamenti periodici, non dico in contemporanea a Google, ma più o meno il concetto è quello, cosa che avviene. Infatti attualmente sul mio OnePlus 5T è presente la OxygenOS 9.0.3 basata su Android 9 Pie con le patch di sicurezza di dicembre 2018. Tuttavia è anche possibile verificare e scaricare la presenza di aggiornamenti tramite l’applicazione ‘Oxygen Updater’, presente sul Play Store.

Lo smartphone può essere personalizzato in maniera facile ed intuitiva, sia con delle skin che con delle cover. OnePlus fornisce già in confezione una cover, per permettere all’utente di utilizzare il proprio dispositivo in attesa di scegliere come meglio personalizzarlo/proteggerlo. Nella mia esperienza ho utilizzato il OnePlus 5T con una skin in bambù di DBrand e successivamente con due cover della stessa OnePlus, una in legno e una in carbonio. Ho amato il feeling della skin in bambù, così come della cover in carbonio, esse permettevano tranquillamente di utilizzare il sensore d’impronta posto sul retro e senza aumentare lo spessore, discorso quasi analogo per la cover in legno, dove la cosa che più non mi è piaciuta è la scelta dei materiali, la cover infatti, al tatto, risultava molto plasticosa.

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In conclusione, dopo poco più di un anno di utilizzo posso dire che OnePlus 5T è “invecchiato” bene, aggiornamenti frequenti, sia in versione stabile sia in versione beta, community molto attiva per rom e kernel alternativi, e un comparto hardware ancora all’avanguardia per questi primi mesi del 2019.

Ringrazio Sgnoogle (link del suo canale qui) per i suoi consigli su come utilizzarlo al meglio.

Studente di Informatica e Tecnologie per la Produzione del Software presso l’università di Bari ed appassionato di tecnologia, "forzato" ad apprendere l'uso della tecnologia ed affascinato da essa, in particolare dal mondo Apple e dal suo ecosistema

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