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Android One – Come va 18 mesi dopo?

Android One è una distribuzione di Android, ed è disponibile solamente per alcuni smartphone, come lo Xiaomi Mi A1, come detto qui. Al termine degli aggiornamenti promesso, Android One come va 18 mesi dopo?

Android One è una versione quasi stock, con poche personalizzazioni da parte del produttore.
Gli aggiornamenti, almeno in via teorica, dovrebbero arrivare quasi in contemporanea con i Google Pixel.

Android One non solo prevede 18 mesi di aggiornamento, ma anche fino a tre major release.

Xiaomi ha commercializzato il Mi A1 nella seconda metà del 2017 con Android 7, aggiornandolo ad Android 8 ed infine Android 9.
Tutto ciò non è sempre positivo, perché, essendo arrivato in commercio con Android 7, nonostante la versione successiva fosse già in roll out per alcuni smartphone, gli aggiornamenti sono stati ridotti a due.

Quindi, aggiornamenti ridotti, si spera che almeno le tempistiche siano adeguate.
Sbagliato! Questo perché l’aggiornamento deve passare ugualmente dal produttore, oltre che da Google, allungando le tempistiche.

A chi è rivolto questo programma?
Android One è dedicato ai paesi emergenti, indirizzato ai dispositivi di fascia medio-bassa, come lo stesso Xiaomi Mi A1, e versioni successive.
Ci sono dei dispositivi di fascia alta con Android One, e, sinceramente, non mi va di scegliere uno smartphone con un software metà fra quello stock.
Se volessi acquistare un dispositivo di fascia alta con Android stock preferirei un Google Pixel, eliminando tutte le problematiche precedentemente elencate, altrimenti mi affiderei ad un OnePlus, dal momento che la OxygenOS è la ROM che più si avvicina a questa.

Ricapitolando, Android One ha avuto una durata di 18 mesi, in certi casi un aggiornamento viene “sacrificato” e le tempistiche sono diverse da quelle promesse.
Tuttavia ha anche alcuni punti a favore, come la presenza di Android stock, poche personalizzazioni ed una gestione delle risorse migliori.

Infine, Android One come va 18 mesi dopo? 
Secondo me, Android One è adatto sui dispositivi di fascia medio-bassa, dal momento che, già a partire dalla fascia medio-alta, si possono trovare dispositivi come i Google Pixel, rendendo trascurabili gli smartphone con questo programma.

Attenzione: in questo articolo parlo del software, non dello smartphone in sé per sé. Inoltre, in questo articolo, faccio riferimento all’unico smartphone che ho provato con Android One, ovvero lo Xiaomi Mi A1. Non so se altri smartphone sono stati festi in maniera differente, sia sulla durata che sulla gestione degli aggiornamenti.

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