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La sfida di Apple Watch

Sono un utilizzatore di Apple Watch sin dal primo modello, e, con il passare del tempo, ho imparato ad utilizzarlo al meglio.
Una funzionalità di questo smartwatch, è quello di chiudere gli obbiettivi che ti propone ogni giorno, questa la chiamo “La Sfida di Apple Watch”.

Questa sfida consiste nel completare i tre anelli contenuti all’interno dell’applicazione ‘Attività’, essi sono Movimento, Esercizio ed In Piedi.
L’anello Movimento è quello di colore rosso e si può chiudere bruciando le calorie attive prestabilite.
L’anello Esercizio è quello di colore verde e per chiuderlo occorre fare mezz’ora di attività fisica, come una semplice camminata.
Infine l’anello di colore blu è quello In Piedi, per chiuderlo basta semplicemente muoversi ed alzarsi per un minuto in dodici diverse ore della giornata.
Centrare questi obiettivi sembra semplice, eppure ci sono determinate giornate dove diventa difficile riuscirci.

Questa non vuole essere una recensione di Apple Watch, ma un racconto di come lo utilizzo per combattere la mia pigrizia.

Da ragazzo sedentario, per diversi motivi, ma anche a causa della propria pigrizia, devo ammettere che Apple Watch mi aiuta a muovermi più spesso.

Negli ultimi due anni, prima con Apple Watch Serie 3, poi con il Serie 5, ho praticato nuoto libero, utilizzandolo come incentivo per migliorarmi.
Durante il mio allenamento mi fermavo qualche secondo, davo un occhiata allo smartwatch per vedere come stesse andando, come le vasche effettuate.

Quando giungevo verso la fine dell’allenamento lo confrontavo con l’allenamento precedente.
Quando ero insoddisfatto cercavo di fare un ultimo sforzo, tentando di arrivare a quando più vicino a quello precedente.
Altrimenti, davo tutto me stesso per superare il numero di vasche che avevo effettuato.

Questo riguardava gli allenamenti in piscina, anche se ho effettuato alcuni allenamenti in acque libere, con risultati molto simili.
Con la pandemia per covid 19 e la chiusura delle piscine, ho dovuto smettere con queste tipologie di allenamento.
Ho continuato ad indossare Apple Watch nonostante non mi allenassi e fossi chiuso in casa, sopratutto per abitudine.

Al termine del primo lockdown, quando ormai avevo ripreso peso, ho deciso di tornare ad allenarmi, anche se effettuando allenamenti diversi ai precedenti.
Ho deciso ci cambiare tipologia di allenamento, scegliendo di andare a correre.
Sfruttando l’intelligenza artificiale di Apple Watch, mi bastava solamente iniziare a correre, poi lui capiva che avevo iniziato una nuova sessione di allenamento.
Anche in acqua lo faceva, ma premere il pulsante di conferma, era molto più difficile visto che il display era bagnato.

Ci sono ancora molti ambiti dove Apple Watch può essere parte integrante della nostra vita, sia legati al fitness, sia legati all’automazione.
Ad esempio, se associato al nostro Mac, posso evitare di inserire la password ogni volta che viene richiesta.

Con l’aggiornamento a WatchOS 7, utilizzo la modalità sonno, sia come avviso per andare a dormire (e farlo al meglio), sia per monitorarlo.
Peccato solamente per la durata della batteria che, con queste attività riesce a durare solamente una giornata, il tallone d’Achille di questo smartwatch.
Spero che Apple migliori questo aspetto con i prossimi modelli, dopodiché posso, finalmente, dire che è perfetto per i miei utilizzi.
Per il resto le forme non mi interessano, lo trovo già comodo e funzionale così.

Questa è quella che chiamo “La Sfida di Apple Watch”.
Ogni giorno cerco di combattere la sedentarietà utilizzando questo smartwatch.
Tuttavia presenta alcune lacune e mancanze che approfondirò in seguito.
Anche voi utilizzate Apple Watch o uno smartwatch per azioni simili?
Probabilmente, in futuro, cercherò di replicare questa mia esperienza con dispositivi di fascia più bassa.
Fino ad allora, stay tuned…

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